
Intelligenze Plurali
Elena Ferraris insegna nella scuola primaria ed è animatrice digitale del suo istituto da due anni. Il ruolo le è toccato perché nessun altro si era candidato, e l'ha imparato sul campo. Davanti all'intelligenza artificiale non parte entusiasta e non parte contraria: cambia idea su uno strumento solo dopo averlo provato. Quando porta al Team Digitale il primo documento scritto con l'aiuto di un chatbot, un collega le fa una domanda semplice: "Questa parte l'hai osservata tu o te l'ha suggerita l'IA?"
Intelligenze Plurali nasce da quella domanda.
Il volume segue Elena e i suoi colleghi lungo un anno scolastico, mentre provano a usare l'IA generativa nel lavoro di tutti i giorni: le circolari e la documentazione, i materiali da adattare, i colloqui con le famiglie, le attività in classe.
DISPONIBILE DA DICEMBRE
Intelligenze Plurali nasce da quella domanda.
Il volume segue Elena e i suoi colleghi lungo un anno scolastico, mentre provano a usare l'IA generativa nel lavoro di tutti i giorni: le circolari e la documentazione, i materiali da adattare, i colloqui con le famiglie, le attività in classe.
DISPONIBILE DA DICEMBRE
EURO 14,90
formato ePub o PDF
DISPONIBILE DA DICEMBRE
Intelligenze Plurali nasce da quella domanda.
Il volume segue Elena e i suoi colleghi lungo un anno scolastico, mentre provano a usare l'IA generativa nel lavoro di tutti i giorni: le circolari e la documentazione, i materiali da adattare, i colloqui con le famiglie, le attività in classe.
Ogni capitolo parte da un caso concreto, mostra che cosa lo strumento sa fare e individua il punto in cui l'output non basta più. Lì entra in gioco il giudizio del docente.
A tenere insieme il percorso le domande: quanto si può affidare all'IA, che cosa va controllato, e che cosa resta irriducibilmente responsabilità di chi insegna?
Le risposte cambiano da un capitolo all'altro. Il criterio per trovarle resta lo stesso, ed è il metodo ORP - Osservare, Riconoscere, Potenziare - già presentato in Includere Prima, qui applicato alla relazione fra il docente, lo strumento e l'alunno.
Due sguardi, un solo criterio
Le autrici non partono dallo stesso punto, e il libro lo dichiara fin dall'inizio. Barbara Urdanch arriva dal lavoro sull'inclusione e sugli strumenti per l'apprendimento: davanti a una tecnologia nuova si chiede quale barriera permette di togliere. Francesca Memini arriva dalla comunicazione della scienza e dalla formazione dei docenti sulla cultura digitale: si chiede che cosa cambia nella relazione educativa quando quella tecnologia entra in classe. Le due prospettive restano visibili lungo tutto il volume. Il plurale del titolo comincia da qui, e si allarga alle intelligenze che si incontrano in ogni aula: quella dell'insegnante, quella degli alunni, quella delle macchine.
Che cosa si trova nel volume
- Introduzione - che cosa fanno davvero gli LLM e che cosa dobbiamo sapere per decidere.
- Parte prima - L'IA nel lavoro organizzativo dell'insegnante - documentazione e adempimenti, preparazione e adattamento dei materiali, comunicazione con le famiglie.
- Parte seconda - L'IA nell'apprendimento - che cosa conta ancora come prova di apprendimento quando un testo fluente può non dimostrare comprensione; come alleggerire un carico senza togliere all'alunno l'esercizio che quel carico serviva a sviluppare, nella cornice dell'Universal Design for Learning.
- Parte terza - L'alunno protagonista - attività progettate con la classe, dalla narrazione a più mani al debate, in cui l'IA entra nel lavoro comune e il docente osserva che cosa ne fanno i bambini.
- Chiusura - I limiti non negoziabili - la mappa dei confini incontrati nei capitoli: che cosa non va mai inserito, delegato o consentito, e perché.
- Strumenti, prompt commentati, checklist, schede riflessive e operative in ogni capitolo, per chi ha venti minuti e cerca subito quello che gli serve.
A chi si rivolge
A insegnanti di sostegno e curricolari della scuola primaria, agli animatori digitali e ai team per l'innovazione, e a chiunque a scuola si sia già trovato a usare un chatbot chiedendosi se stava facendo la cosa giusta. Il volume non richiede competenze tecniche preliminari e si legge anche senza aver letto Includere Prima.
La domanda del collega di Elena vale per ogni documento, ogni materiale, ogni attività: che cosa è stato osservato, e che cosa è stato suggerito. Intelligenze Plurali offre gli strumenti per rispondere ogni volta.
Le autrici
Barbara Urdanch, pedagogista e professoressa a contratto presso l'Università di Torino e IUSTO, dove insegna nella cattedra di Pedagogia e didattica speciale e Pedagogia speciale. Da anni si occupa di didattica inclusiva, formazione del personale docente e interventi educativi rivolti ad alunne e alunni con DSA e disabilità. Saggista, autrice, consulente pedagogico-didattico per importanti realtà istituzionali e nazionali, formatrice per alcune tra le case editrici più rappresentative a livello nazionale. Per Didattica Viva è co-autrice e supervisora scientifica della collana, nonché ideatrice del metodo ORP - Osservare, Riconoscere, Potenziare.
Francesca Memini è esperta di comunicazione della scienza e della salute, docente a contratto presso E-Campus per il master in Medicina Narrativa. Come presidente di Logon ODV si occupa di formazione dei docenti su temi legati alla digital media literacy, all'intelligenza artificiale e alla cultura digitale in generale. È coordinatrice editoriale della collana Didattica Viva e co-autrice.